AZIENDE E NEWS

VALORE

RETE DI IMPRESE

 

SEDE LEGALE DELLA RETE DI IMPRESE:

Studio di Progettazione Integrata

via Duomo 293 – Taranto

Email: info@valorecanapa.it

PROGETTO DI FILIERA IN ITALIA: RETE DI IMPRESE VALORE CANAPA

 

Lo scorso mese di marzo 2018 la Giunta regionale della Puglia, di concerto con il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha varato il Piano di Riconversione e Riqualificazione con la dotazione di 30 milioni di euro destinati a finanziare progetti che prevedono la riqualificazione delle attività lavorative esistenti, la rioccupazione del personale espulso dal mercato del lavoro e il rilancio del territorio dei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Montemesola e Massafra.

Detto Programma punta a favorire anche la nascita di reti di imprese, interessate a creare filiere di lavorazione in diversi ambiti.

Potendo beneficiare di questi finanziamenti, alcuni imprenditori hanno deciso di costituire una rete di imprese denominata Valore Canapa con sede nell’area APPEA di Crispiano, una delle aree che beneficiano dei finanziamenti (di seguito Valore Canapa).

Valore Canapa (www.valorecanapa.it) è aperta, oltre alle aziende che desiderano investire direttamente nell’area produttiva localizzata nel comune di Crispiano (Ta), anche alle aziende che a livello nazionale intendono avvalersi dei prodotti della filiera canapa potendo, queste ultime, avvalersi dei finanziamenti del MIPAF (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali).

 

CARTA DA CANAPA: UN’OPPORTUNITA’ PER L’INDUSTRIA CARTARIA

 

All’indomani dell’approvazione della legge 242 del 2/12/2016 la Coldiretti affermava:

"Cannabis, 10mila posti di lavoro dalla coltivazione in Italia"

Un’opportunità che potrebbe generare un giro di affari di 1,4 miliardi e garantire almeno 10mila posti di lavoro che va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall’estero e avviare un progetto sperimentale di filiera italiana al 100 per cento che unisce l’agricoltura all’industria farmaceutica. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al via libera dell’Aula della Camera alla proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso medico. Un primo passo che – sottolinea la Coldiretti – potrebbe aprire potenzialità enormi se si dovesse autorizzare l’estensione della produzione nelle serre abbandonate o dismesse a causa della crisi nell’ortofloricoltura. La campagna italiana – precisa la Coldiretti – può mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta. Negli anni 40 con ben 100mila gli ettari coltivati l’Italia – conclude la Coldiretti – era il secondo produttore mondiale della cannabis sativa, che dal punto di vista botanico è simile alla varietà indica utilizzata a fini terapeutici.

 

Prima della pubblicazione della nuova normativa, in Italia, gli ettari coltivati con canapa sativa, la canapa utilizzata per scopi industriali, erano circa 3.000. Un numero limitato dalla scarsa disponibilità di imprese di trasformazione in grado di estrarre le due componenti fondamentali quali il canapulo (la parte legnosa) e la fibra. Attualmente sono solo 2 gli impianti in grado di stigliare la canapa e di separare il canapulo dalla fibra tecnica; uno di questi impianti è situato a Carmagnola (TO), l’altro a Crispiano (Ta).

Il sito di Crispiano offre alle imprese interessate la possibilità di realizzare nuove attività produttive in un’area già attrezzata, fornita di infrastrutture e destinata alla localizzazione di attività di produzione di cellulosa da canapa che utilizzi la fibra ottenuta da un raccolto di almeno 3.000 ettari stimabile in non meno 6.000 tonnellate/annue di fibra, con una produzione di cellulosa per un valore di mercato stimabile intorno ai 6 milioni di dollari (stime 2017).

 

A livello nazionale la potenzialità agricola (100.000 ettari) potrebbe determinare una produzione di circa 800.000 – 1.000.000 di tonnellate di canapa sativa (sostanza secca); di questo quantitativo il 20% (quindi 200.000 tonnellate/annue) sono costituite da fibra utilizzabile per il settore cartario, con un valore economico potenziale di cellulosa che supera i 200 milioni di dollari.

La carta di canapa (canapa industriale) è molto ricercata soprattutto per la sua elevata resistenza e qualità rispetto alla carta industriale. Dal punto di vista ecologico, inoltre, va ricordato che la differenza tra un albero maturo e pronto al taglio per l’ottenimento della carta e l’utilizzo della canapa per lo stesso scopo, è che il primo ha bisogno di vent’anni per crescere, la seconda solamente di un anno. Inoltre la bassa percentuale di lignina permette meno uso di acidi per rendere la pasta bianca.

 

La produzione di cellulosa da canapa potrebbe risolvere due problemi impellenti del settore cartario:

- il primo è costituito dal crescente costo di cellulosa ottenuta da legno e proveniente prevalentemente dall’estero ed importata in Italia;

- il secondo è legato al peggioramento costante del macero anche per effetto dei continui ricicli della fibra, che è inevitabilmente destinata a indebolirsi. Il questo caso una integrazione con fibre di canapa, molto resistenti e disponibili per ricicli numerosi, consentirebbe di migliorare la qualità del macero riutilizzato. Ad esempio anche una integrazione del 20 % determinerebbe un facile riutilizzo del restante 80% ottenuto dai tradizionali maceri.

Ultima Ora: stanziati 30 milioni di euro per la riconversione dei territori di Crispiano, Taranto, Montemesola e Massafra

 

30 milioni di euro sono stati stanziati per la riqualificazione delle attività lavorative esistenti, la rioccupazione del personale espulso dal mercato del lavoro e favorire il rilancio del territorio dei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Montemesola e Massafra attraverso la promozione di nuovi investimenti produttivi.

 

Questo “Progetto di riconversione e riqualificazione industriale per l’area di crisi industriale complessa di Taranto”, approvato lo scorso dicembre dalla giunta regionale della Puglia è stato sottoscritto nei giorni scorsi dalla Regione Puglia con l'intervento del Ministero dello Sviluppo Economico ed Invitalia, “Il primo obiettivo dell’accordo è quello di restituire il lavoro agli operai tarantini che lo hanno perso a causa delle tante crisi aziendali nel territorio ionico”, dice l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano (nella foto a destra). “Le gravi condizioni occupazionali e ambientali e la crisi del comparto produttivo siderurgico che ha colpito sia i lavoratori diretti dell’Ilva che i quasi 7.000 dell’indotto", ha spiegato Mazzarano, "hanno reso urgente questo intervento normativo straordinario con l’obiettivo di ottenere effetti diretti sullo sviluppo e sull’occupazione dell’area tarantina”.

 

I principali sottoscrittori dell’accordo di programma, insieme con la Regione Puglia, sono il ministero dello Sviluppo Economico ed Invitalia Spa con i compiti, quest’ultima, di fornire assistenza tecnica al gruppo di coordinamento e controllo, di coordinare l’attuazione del PRRI, di gestire l’intervento agevolativo nazionale e gli strumenti agevolativi operativi nell’area sulla base delle proprie competenze. Ogni intervento verrà selezionato attraverso avviso pubblico e l’assegnazione di un punteggio che premierà le proposte e le iniziative imprenditoriali che avranno come elemento distintivo quello dell’incremento occupazionale e che saranno rispettosi dell’ambiente e e della salute. Questo intervento si aggiunge a quelli messi in campo dalla Regione Puglia, che sono a sportello e quindi aperti, elevando il limite dei 30 milioni del contributo nazionale. Tali misure sono coordinate dalla sezione Competitività e Ricerca dei sistemi produttivi dell’assessorato e gestiti dalla società regionale in house Puglia Sviluppo con procedure collaudate e molto rapide.

 

"Questo investimento punta a favorire la nascita di reti di imprese, dalle micro alle medie, interessate a creare filiere di lavorazione in diversi ambiti", dice l'ingegnere Giuseppe Vitiello (nella foto a sinistra), responsabile del progetto integrato di filiera per la coltivazione e trasformazione della Canapa a fini industriali promosso da Rete di Imprese Valore Canapa in collaborazione con la Regione Puglia, l'Università di Bari, l'Enea e il CNR di Lecce. "Il progetto Valore Canapa aperto alle aziende che desiderano investire direttamente su questo territorio, si sta sviluppando nell'area produttiva localizzata nel comune di Crispiano (Ta) presso il Polo Integrato di Sviluppo P.I.S.  organizzata nell'area completamente urbanizzata APPEA (area produttiva paesaggistica ed ecologicamente attrezzata) definita dal Piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia."

 

In quest'area infatti sta operando una filiera di trasformazione e commercializzazione che utilizza la Canapa prodotta nelle aree agricole limitrofe. In particolare Valore Canapa intende promuovere la valorizzazione energetica delle matrici organiche, agro-industriali e rifiuti organici nella produzione di biogas e bioetanolo. “Le materie prime derivate dalla trasformazione della Canapa sono utilizzate in diversi ambiti: dall’edilizia alla zootecnia, nella produzione di materiali high-tech per i settori aerospaziali e automotive”, prosegue Giuseppe Vitiello (nella foto). Accanto alle coltivazioni sono previsti alcuni impianti di trasformazione primaria delle paglie di Canapa per produrre materie prime dirette alla produzione di fitofarmaci, prodotti cosmetici a base naturale, fito estratti e integratori alimentai. Ma non solo. “Anche l'​industria tessile e soprattutto quello cartario sono settori che hanno particolare interesse verso la Canapa i suoi derivati”. I lavorati della trasformazione della Canapa sono anche utilizzati per la realizzazione di materiali high-tech diretti ai settori dell'aerospaziale, automotive, mobiliero e nel settore edile e della bioedilizia, che valorizzano biomasse ligno-cellulosiche derivati dalla materia prima.

 

Il settore cartario è molto sensibile e attento alla produzione di cellulosa di canapa che oltre a non inquinare e essere facilmente smaltibile viene apprezzata per alcune lavorazioni speciali oltre che per il suo alto livello di riciclabilità. "Nel Polo di Crispiano saranno organizzate officine meccaniche specializzate nello sviluppo e produzione di macchinari industriali dedicati proprio per la lavorazione della Canapa. Il Polo garantisce un centro servizi per la coltivazione e valorizzazione della Canapa, di rappresentanza istituzionale, con uffici commerciali, amministrativo, marketing, informatico e design. Sarà anche fornito di laboratori chimici per il controllo qualità dei prodotti con analisi certificate Iso 9001, Emas e altre. E' disponibile inoltre un magazzino refrigerato realizzato in materiali sostenibili per lo stoccaggio atto a favorire una logistica comune o per esigenza esterne. Inoltre è prevista la distribuzione di sementi certificate alla filiera e lo stoccaggio di prodotti dalle o per le filiere agricole collegate.

 

 

OGNI AZIENDA CHE E' INTERESSATA AD ADERIRE ALLA RETE DI IMPRESA "VALORE CANAPA" PUO' COMPILARE LE SEGUENTI SCHEDE:

 

A) MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

B) SCHEDA CONTO ECONOMICO

 

OPPURE RICHIEDERE MAGGIORI INFORMAZIONI A:

 

info@valorecanapa.it

SOGGETTI CHE POSSONO PARTECIPARE E PROCEDURE PREVISTE NEI DECRETI MINISTERIALI

 

AVVISO a sportello.

 

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA: dal 29.1.2018 sino ad esaurimento delle risorse disponibili.

 

IMPORTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO: …………… € 4 / 50 milioni

 

-Importo del progetto di ogni singolo soggetto beneficiario …… € 400.000 / 5 milioni

-Importo del progetto di ogni singolo soggetto beneficiario

per la produzione agricola primaria ……………………………… € 100.000/ 5 milioni

 

Soggetti della filiera: le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, agroalimentari e agroenergetici e le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione;

 

Sono Soggetti proponenti del Contratto di filiera

d) le reti di imprese che hanno già sottoscritto un Contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

 

Sono Soggetti beneficiari delle agevolazioni del Contratto di filiera

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo ed agroalimentare;

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali.

 

I Soggetti beneficiari alla data di presentazione della domanda, devono possedere i seguenti requisiti:

a. avere una stabile organizzazione in Italia;

b. essere regolarmente costituiti ed iscritti nel Registro delle imprese;

c. essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;

d. non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

e. trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi;

f. non essere stati sottoposti alla sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modifiche e integrazioni;

g. essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;

h. non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nella Parte I, capitolo 2, paragrafo 2.4, punto 15) degli orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014—2020 o dall’articolo 2, punto 18) del regolamento (UE) n. 651/2014 o dall’articolo 2, punto 14) del regolamento (UE) n. 702/2014.

 

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni comprendono le seguenti tipologie:

a. investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;

b. investimenti per la Trasformazione di prodotti agricoli e per la Commercializzazione di prodotti agricoli;

c. investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei Provvedimenti;

d. costi per la partecipazione dei produttori di Prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei Prodotti agricoli;

e. Progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

 

Alla domanda di accesso deve essere allegato l’Accordo di filiera, sottoscritto da tutti i Soggetti beneficiari e da eventuali altri soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di filiera.

 

Ciò vuol dire che anche soggetti che non beneficeranno dei contributi potranno aderire al contratto di filiera in quanto indirettamente interessati all’attuazione della stessa filiera. Ad esempio imprenditori del tessile potranno aderire per poter utilizzare eventuale produzione di fibra macerata.

 

La procedura prevede due fasi:

 

In una prima fase il soggetto proponente presenta la domanda e una proposta di massima, completa della descrizione del Contratto di filiera , delle caratteristiche tecnico‐economiche dei singoli Progetti, compresa la loro ubicazione e le date di inizio e di fine, l’importo dell’aiuto necessario per realizzarli e i costi ammissibili, con l’indicazione dei Soggetti beneficiari e delle dimensioni delle imprese, delle Banche finanziatrici coinvolte nel caso in cui le agevolazioni individuate dal Provvedimento comprendano un Finanziamento. Alla domanda di accesso deve essere allegato l’Accordo di filiera, sottoscritto da tutti i Soggetti beneficiari e da eventuali altri soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di filiera .

 

Successivamente, una volta che il Ministero avesse approvato il programma, emanando un apposito provvedimento, si passa ad una fase più dettagliata nella quale il soggetto proponente , entro 90 giorni, trasmette la proposta definitiva di Contratto di filiera , sottoscritta dal legale rappresentante del Soggetto proponente e degli altri Soggetti beneficiari, redatta, a pena di esclusione, secondo il modello che sarà allegato al Provvedimento

Tale proposta definitiva deve descrivere compiutamente e chiaramente i contenuti del Programma approvato, con particolare riguardo ai seguenti elementi:

a) Soggetto proponente e Soggetti beneficiari;

b) Accordo di filiera to definitivo, sottoscritto da tutti i Soggetti beneficiari e da eventuali altri soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di filiera;

c) Progetti previsti;

d) piano finanziario di copertura del Programma, con indicazione dell’ammontare e della forma delle agevolazioni e delle relative previsioni economiche, patrimoniali e finanziarie;

e) ogni altro elemento descrittivo e di valutazione richiesto dai Provvedimenti.

 

Per ciascun Soggetto beneficiario, alla proposta definitiva devono essere allegati i seguenti documenti:

a) scheda sintetica, contenente i principali dati e informazioni relativi a ciascun Soggetto beneficiario e relativo Progetto;

b) Progetto redatto secondo le indicazioni previste nel Provvedimento e relativi preventivi di spesa;

c) ove previsto, risultanze dell’attività istruttoria effettuata dalla Banca finanziatrice sul Progetto;

d) ove previsto, la delibera di concessione del Finanziamento bancario rilasciata, a seguito di positiva attestazione del merito di credito, dalla Banca finanziatrice in relazione a ciascun Progetto.

 

Completata l’istruttoria e acquisite, ove previsto, le delibere di concessione del Finanziamento bancario rilasciate dalle Banche finanziatrici, per le proposte ritenute ammissibili, il Ministero approva la proposta di Contratto di filiera o di Contratto di distretto.

 

L’approvazione della proposta di Contratto di filiera o di Contratto di distretto, è comunicata, nel termine di 10 giorni lavorativi, dal Ministero ai Soggetti proponenti, ove previsto, alla Banca autorizzata e, in caso di cofinanziamento regionale, alle regioni o province autonome interessate, specificando, per ciascuno dei Progetti, le spese ammesse e le relative agevolazioni.

Il Ministero trasmette inotlre, ove previsto, le risultanze dell’istruttoria e copia delle delibere di Finanziamento bancario a CDP, affinché quest’ultima provveda a deliberare il Finanziamento agevolato.

Il Ministero, acquisite ove previsto le delibere del Finanziamento agevolato, trasmette al Soggetto proponente lo schema di Contratto di filiera, fissando un termine perentorio per la sua sottoscrizione. Detto termine non può essere fissato oltre 60 giorni dall’approvazione della proposta di Contratto di filiera.

Il Contratto di filiera, nel quale sono indicati impegni ed obblighi, regola le modalità di erogazione delle agevolazioni, anche in riferimento all’eventuale quota di cofinanziamento regionale per il Contributo in conto capitale, le condizioni che possono determinare la revoca delle stesse, gli obblighi connessi al monitoraggio e alle attività di accertamento finale dell’avvenuta realizzazione dei Progetti nonché di controllo ed ispezione, e quanto altro necessario ai fini della realizzazione dei Programmi e dei Progetti previsti.

 

L’efficacia del Contratto di filiera è condizionata alla effettiva esibizione, entro il termine massimo di 120 giorni dalla sottoscrizione, salvo proroghe concesse per cause debitamente motivate, della documentazione comprovante il rilascio delle concessioni, autorizzazioni, licenze e nulla osta delle

competenti pubbliche amministrazioni necessarie alla realizzazione dei Progetti ammessi alle agevolazioni.

Entro e non oltre 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di efficacia del Contratto di filiera, ove previsto, la Banca finanziatrice provvede a stipulare con il Soggetto beneficiario il contratto di Finanziamento, nel rispetto della Convenzione tra Ministero e CDP, trasmettendone tempestivamente copia al Ministero.

L’erogazione del Contributo in conto capitale avviene successivamente alla stipula del contratto di Finanziamento, ove previsto. Le quote del Contributo in conto capitale e del Finanziamento sono erogate per stato di avanzamento, subordinatamente all’effettiva realizzazione della corrispondente parte degli interventi ritenuti ammissibili. La prima quota, fino al 40%, del solo Contributo in conto capitale, può essere erogata, su richiesta, a titolo di anticipazione, previa presentazione di fidejussione bancaria irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, di importo pari alla somma da erogare e di durata adeguata.

 

Ai fini di ciascuna erogazione, i Soggetti beneficiari delle agevolazioni trasmettono, per il tramite del Soggetto proponente, al Ministero o alla Banca autorizzata, ove previsto, la documentazione per l’accertamento della corrispondenza degli interventi realizzati rispetto a quanto previsto nel Contratto di filiera e alle erogazioni richieste.

Gli interventi devono essere realizzati entro 4 anni dalla data di sottoscrizione del Contratto di filiera, pena decadenza delle agevolazioni.